Lo sport che ci unisce

Resoconto assemblea scolastica lunedì 14 maggio

Il giorno 14 maggio si è tenuta l’ultima assemblea d’istituto di quest’anno al cinema Odeon di Firenze. In questa assemblea abbiamo trattato l’argomento dello sport con la visione del film “La gang di Gridiron”, che trae ispirazione da fatti realmente accaduti nel riformatorio di Camp Kilpatrick in cui fu formata la squadra di football americano Kilpatrick Mustangs.

Questo film parla dell’agente Sean Porter a cui viene affidato il compito di allenare una squadra di football americano composta da alcuni adolescenti ospiti di un carcere minorile. La difficile missione di Porter e del suo vice Malcolm Moore è l’insegnamento del rispetto per se stessi, per gli altri componenti della squadra, per gli avversari e per la società in cui vivono.

Con la visione di questo film abbiamo fatto notare ai ragazzi l’importanza dello sport, che può unire persone di nazionalità, culture e quartieri diversi, ma anche l’importanza di aumentare la fiducia verso se stessi e le altre persone.

Dopo la visione del film abbiamo discusso di tutti gli sport, tra cui il calcio, la boxe, il tennis e il canottaggio, uno sport poco praticato ma che toglie molto tempo libero per i numerosi allentamenti.

Come nelle ultime assemblee non ci sono stati molti interventi, ma i rappresentanti hanno saputo cogliere l’essenza dello sport e spiegarlo ai ragazzi. Ma qual è l’essenza dello sport? Beh… E’ sicuramente importante per la salute, ma anche per il legame che si crea in una squadra che dopo fatiche, sostegni e collaborazione si può chiamare famiglia.

Edoardo Ioppoli

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Alla scoperta delle culture francesi e italiane

Cronaca di uno scambio

Ormai è risaputo che da tre anni a questa parte il nostro istituto può vantare di un incredibile presenza nel campo degli scambi culturali con altri istituti europei.

In particolare oggi parliamo dello scambio culturale effettuato con il Liceo Economico “Ampère” di Lione che da quest’anno è ancora più vicino al nostro Istituto per l’avvio del nostro nuovo indirizzo di Liceo delle scienze umane con indirizzo economico che trova proprio, nel Liceo “Ampère”, la sua esatta controparte francese.

Nel corso della scorsa settimana, dal 26 aprile al 2 maggio, i ragazzi francesi sono stati ospitati dagli studenti e studentesse del nostro istituto, e la mattina del 27 aprile sono stati accolti dal Dirigente scolastico, Professor Luca Stefani, nei locali dell’ aula 3.0. Dopo ciò sono stati accompagnati da due guide d’eccezione: le alunne di 4 RIM, Alessia Moxedano e Chiara Fausti (partecipanti all’esperienza di alternanza scuola lavoro, “Guide per un giorno”), che hanno illustrato ai nostri ospiti lo storico palazzo che ospita la nostra scuola.

Gli alunni sono stati quindi guidati alla scoperta di Firenze da una vera professionista del settore, la professoressa Paola Corrias, che ha munito il gruppo di speciali auricolari, per una visita completa di San Miniato, per roseti e passaggi nel cuore della città.
L’agenda predisposta dalla nostra referente di lingua francese, la professoressa Francesca Grillo, ha impegnato il gruppo nella visita di mete intellettualmente e artisticamente stimolanti come il Museo degli innocenti dove gli allievi hanno approfondito la concezione della famiglia fiorentina nello scorso secolo, a seguire gli Uffizi, il Bargello, la Galleria dell’accademia, la cappella Brancacci, il Museo del Duomo, il Battistero e tanti altri tesori della nostra città.

Ad arricchire il soggiorno hanno pensato anche le famiglie coinvolte portando i ragazzi a Siena, a Pisa, e organizzando divertenti serate in città e pic-nic.

A conclusione dell’intensa settimana, per il consueto Au revoir è stata organizzata una cena-spettacolo grazie al supporto della professoressa Cristina Ciari, in una singolare cornice di una sala ottocentesca dove tra una portata e l’altra, gli attori hanno condotto gli spettatori a scoprire il misterioso colpevole di un delitto!

La mattina seguente tra sorrisi e mille emozioni, abbiamo salutato i nostri ospiti, dandoci appuntamento a settembre con la seconda parte del nostro scambio: “A la découverte de Lyon” dove i nostri studenti partiranno per un magnifico soggiorno in Francia!

Quindi perché non partecipare al prossimo scambio?!

Peppino Impastato- I cento passi

A Cinisi, città di Palermo, si svolge la vita di Peppino Impastato ribellatosi al padre mafioso e al silenzio assordante dei suo concittadini. ll film prende il suo nome dalla distanza che c’è tra la casa del protagonista e quella del boss Gaetano Badalamenti, il quale è suo zio.

I cento passi è un film del 2000 diretto da Marco Tullio Giordana dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia  nella sua terra, la Sicilia.

«Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!»

Giornalista, scrittore, militante dell’estrema sinistra. Peppino Impastato fu ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo.

La notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 è stata una delle più buie della storia del nostro paese. A Roma, mentre la città ancora dorme, il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro sta per essere giustiziato dalle Brigate rosse, dopo un rapimento durato quasi due mesi. Il suo corpo sarà ritrovato il 9 mattina nel bagagliaio di un’auto.

Mille chilometri più a sud, in Sicilia, un ragazzo di appena 30 anni viene trascinato a forza in un casolare. Sono quasi le due di notte e anche la cittadina di Cinisi dorme. Il suo corpo viene legato ai binari di una ferrovia, sopra una carica di tritolo, e fatto saltare in aria. Il ragazzo era Giuseppe Impastato, Peppino per tutti. Giornalista e militante dell’estrema sinistra. Ma soprattutto, nemico giurato della mafia.

 

La sua storia cantantata dai Modena City Ramblers: https://www.youtube.com/watch?v=wE6a-cT6oss

 

Valentina Fissi

La grande rinascita dell’Atletico Spave

La squadra Atletico Spave in questa seconda edizione ha avuto un inizio problematico ed era necessario un punto di svolta.

Il cambiamento è avvenuto grazie all’arrivo di un componente fondamentale: il nuovo allenatore Dario Vitali. Grazie a lui la squadra è riuscita a tornare terza in classifica con 9 punti, vincendo anche l’ultimo incontro contro i “Centauri” per un risultato di 10 a 3.

Riguardo all’ultimo incontro si può dire benissimo che è stata un ottima prestazione di squadra considerando la quantità di gol fatti: 5 goal del bomber Mori (nove sono i gol da lui messi a segno in sole 3 partite), 1 goal di Bandelli, 1 goal di Balloni, 1 goal di Scardigli, 1 goal di Hipol e infine il goal di Rocchi portiere della squadra che ha ricoperto il ruolo di punta nell’ultima partita.

La prossima partita sarà contro il “Bogna FC” con la quale hanno già ottenuto un risultato positivo.

Ora la squadra punta ad eguagliare il risultato dell’anno scorso,arrivare in finale,e chissà che alla fine non saranno loro i prossimi campioni…

Marco Meoni

Orti Dipinti, anche in mezzo al cemento può nascere il green

Lo scorso venerdì, 27 aprile 2018, la redazione de l’Eskere ha visitato Orti Dipinti il più grande orto urbano della Toscana.

Da cosa nasce il nome Orti Dipinti?
Nasce per dare una locazione geografica (Borgo Pinti – Orti Dipinti) e per far sapere la storia di questo luogo a chi vi abita oggi. La strada in cui sui trova questo orto in mezzo alla città si chiama Borgo Pinti, ed era un luogo molto ricco di giardini con i pintori che decoravano queste aree.

Che storia ha lo spazio e perché ha scelto di creare un Community Garden qui?
È uno spazio aperto al pubblico ma gestito da privati, prima era una pista da atletica leggera (anni ’70) all’interno di un giardino pubblico, poi chiuso per brutti giri di spaccio.
Noi lo abbiamo riaperto e fatto diventare quello che è ora. Lo spazio è del Comune di Firenze, ma gestito dalla nostra associazione privata. Abbiamo vinto un bando di concorso prendendolo in gestione dall’Istituto Barbieri. L’idea era quella di creare un giardino e di far vedere che anche dal cemento si può creare qualcosa di bello.

In che modo l’attività del vostro orto urbano si concentra più sulle persone e sul fare rete che sul giardinaggio fine a se stesso?
Questo è un luogo aperto al pubblico e incentrato sulle persone con una visione interclassista. Nell’orto lavorano ogni giorno tre persone come inserimenti socio-lavorativi, che hanno un background difficile. Sono anche ben accetti i volontari, purché abbiano voglia di collaborare attivamente alle nostre iniziative regalando del loro tempo.

Come usate le verdure e i prodotti che producete?
La maggior parte sono erbe aromatiche che continuano a crescere e varietà molto particolari di alcune piante come la menta alla fragola, la menta alla mela, la menta al basilico… e la new entry la menta acquatica. Questo spazio non ha una finalità di raccolta ma didattica ed è così che anche un carciofo non si coglie per mangiarlo ma lo facciamo fiorire, perché forse alcuni di voi non lo sanno ma il carciofo è un fiore!
I prodotti principalmente vengono usati per mostrare la fioritura o il frutto al pubblico, in rari casi vengono raccolti per pranzi o cene condivise.

Quali sono le tecniche di coltura utilizzate? E a quale modello di agricoltura si ispira?
Noi coltiviamo a fine didattico e non per la raccolta, coltiviamo all’interno di trans ballet di riciclo e irrighiamo le piante attraverso delle terrecotte, decorate dai ragazzi disabili, che rilasciano acqua al terreno in maniera uniforme e graduale, mantenendo l’umidità.
Ci ispiriamo alla tecnica della permacultura e anche all’interno dei ballet per rendere fertile il terreno stendiamo uno strato di pezzi di legno, uno strato di terriccio concimato e uno strato di cippato.

In che modo l’attività di giardinaggio nell’orto urbano aiuta i ragazzi con disabilità o con problemi psicologici e ragazzi richiedenti asilo dalle varie associazioni che collaborano con voi?
Fin dall’800 si studia l’ortoterapia, è ormai risaputo che le piante fanno bene e noi facciamo bene a loro; io ogni tanto vado dal mio albicocco e ci parlo. Mi ispiro a Stefano Mancuso di cui ora a Palazzo Strozzi è visitabile una mostra sull’ortoterapia che analizza come le piante reagiscono alle emozioni e dimostra che parlare con loro produce effetti positivi. Quindi è importante si per i ragazzi con disabilità sia per i ragazzi con normo abilità, fa bene a tutti insomma. È un luogo che facilita le relazioni, collaboriamo con realtà importanti quali il Four Seasons ma cogliamo anche i sedimenti socio lavorativi che ormai fanno parte della famiglia e che hanno tratto importanti benefici dal lavoro qui all’orto.

Che tipo di eventi e attività didattiche proponete?
Eventi e proposte dell’orto: collaboriamo con il Four Seasons, facciamo concorsi di scultura, cene, pranzi condivisi, feste di compleanno per i bambini oltre ad attività didattiche con scuole soprattutto americane ma non potendo vendere in maniera diretta i prodotti ci limitiamo alle donazioni e allo scambio di competenze. Per i bambini ci sono attività con le piante, con le erbe con la terracotta.

Che rapporto avete con i ragazzi delle scuole? E quali attività didattiche proposte?
Ho provato a proporre alcuni progetti alle scuole superiori sfortunatamente con scarsi risultati in quanto le attività che proponiamo spesso non vengono prese in considerazione. Comunque sia, proponiamo una moltitudine di progetti a cui le scuole possono partecipare attivamente. Per quanto riguarda gli stage abbiamo provato ad accettare alcuni ragazzi per un certo periodo, sfortunatamente però la maggior parte degli stagisti non si appassionava a questo ambiente per questo motivo preferisco fare una selezione in entrata delle persone che vengono a passare il loro tempo in questo spazio.

Per maggiori informazioni e per consultare gli orari di apertura visitare il sito di orti dipinti

La redazione de L’ESKERE

Kanye West

Kanye West appartiene alla scena musicale hip-hop, ma la sua carriera discografica mette in luce una trasformazione che lo porta al di là del hip-hop tradizionale. La scelta dei campionamenti ricopre un ruolo importante nella composizione dei brani dove predominano sonorità elettroniche, rock e classiche.

Nato ad Atlanta nel 1977, fin da adolescente West mostra subito una spiccata vocazione per la ‘black music’ e i campionatori. Ma nel 1996, appena diciannovenne, inizia la sua carriera di produttore musicale e manager.

West si sente il Dio del rap. Le sue provocazioni nascono dal desiderio di far parlare di sé sulle prime pagine dei rotocalchi. Ma Kanye West è soprattutto un produttore dalle mille apparizioni tra album, video, compilation, remix, arrangiamenti e campionamenti. Negli ultimi anni sono tante le produzioni in cui appare la sua firma.

I suoi primi sei album da solista, The College Dropout (2004), Late Registration (2005), Graduation (2007), 808s & Heartbreak (2008), My Beautiful Dark Twisted Fantasy (2010) e il sesto Yeezus (2013) hanno raggiunto il disco di platino negli Stati Uniti e sono stati premiati con 11 Grammy Awards. Inoltre ha collaborato insieme a Jay-Z per la realizzazione di Watch the Throne, pubblicato nel 2011 e con GOOD Music per Cruel Summer nel 2012. Nel 2016 pubblica l’ultimo, The Life Of Pablo che meglio degli altri album rappresenta la vita passata e presente di Kanye West.

Mi sono avvicinato al cantante grazie ad un mio amico che mi ha fatto ascoltare i brani di Kayne West. Ho continuato ad ascoltare i suoi brani perché mi piace il suo stile di musica e il suo modo di cantare.

Gabriele Innocenti Pescio

Lo Sport che unisce

Sarà il tema della prossima assemblea d’istituto in programma per inizio maggio

“Lo sport che unisce” sarà la tematica della prossima assemblea d’istituto, che è stata rimandata da giovedì 26 aprile alle prime settimane di maggio a causa di problemi con alcuni professori e la concomitanza con alcuni progetti scolastici; scelta abbastanza anomala dato che nell’ultimo mese di scuola non erano mai state realizzate assemblee.

Il film che era in programma per la visione, “Hoolignas”, è stato bocciato dal preside per poca inerenza con lo sport e troppa violenza.

In giornata abbiamo avuto un contatto con il regista Michele Coppini, che verrebbe a partecipare come ospite all’assemblea proiettando un documentario svolto in collaborazione con un altro giornalista de La Nazione, Papini, sulla Fiorentina degli anni ‘60.

Proposta che sarà valutata, vi terremo in continuo aggiornamento.

Marco Meoni